lunedì 6 aprile 2009
BENI CULTURALI: NON PIU' PRENOTAZIONI PER CORRIDOIO VASARIANO
(AGI) - Firenze, 6 apr. - Non piu' prenotazioni per il Corridoio Vasariano degli Uffizi. Entro il 2013 sara' riaperto ai visitatori costituendo il collegamento permanente tra la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti a Firenze. L'ammontare economico del progetto e' di circa 5 milioni di euro. "E' un'iniziativa - ha detto il sottosegretario ai beni Culturali - per rilanciare i nostri musei: Il museo degli Uffizi in particolare rappresenta il fiore all'occhiello del sistema. Questo progetto puo' diventare un modello per aumentare l'accessibilita' dei luoghi d'arte anche in sinergia con i privati". Sulla possibilita' di togliere gli Autoritratti dal corridoio Giro ha detto: "Ho qualche dubbio sulla proposta di togliere i quadri dal Corridoio perche' credo che questa struttura sia vocata, dedicata all'esposizione di opere artistiche. Non credo che il Corridoio Vasariano possa essere ridotto soltanto ad un tragitto di flusso e deflusso dei visitatori. Il Corridoio sara' piu' moderno, piu' gradevole, piu' accessibile, ma bisogna prevedere un flusso e deflusso controllato, bisognera' prevedere un criterio di selezione" L'operazione sara' resa possibile dai lavori di adeguamento impiantistico e funzionale del Vasariano, finanziati da un pool di sponsor coordinati dalla Ser.Com di Firenze - societa' di comunicazione visiva esterna, che con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Province di Firenze, Pistoia e Prato, ha stipulato un contratto di partnership per il finanziamento totale dei costi di progettazione e realizzazione. Le fasi progettuali saranno dirette e coordinate dagli Uffici della Soprintendenza con la collaborazione di tecnici e professionisti incaricati direttamente dalla Ser.Com. La societa' curera' le fasi di appalto e di realizzazione dei lavori, provvedendo alla scelta di imprese altamente qualificate.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
3 commenti:
Mentre il Titanic affonda i dirigenti dei ministero disquisiscono sul colore delle tende degli oblò della sala da ballo di prima classe e delle piante da arredo.
Come mai nel momento in cui diventa sempre più difficile garantire l’apertura dei luoghi museali se ne aprono altri [Corridoi Vasariano, Grandi Uffizi. ] senza partire dal principio che per spalancare al pubblico occorre il personale di custodia!?
Risposta: perché si ha la testa ed il cuore nonché le frattaglie rivolte “Alla Sinergia con il privato”
…”Il Corridoio sara' piu' moderno, piu' gradevole, piu' accessibile, ma bisogna prevedere un flusso e deflusso controllato, bisognera' prevedere un criterio di selezione" Chi saranno i selezionati?
Uno dei soliti polemici. Giuseppe
Questo non è un commento ma una proposta, non so come aprire un nuovo argomento cosi apro un commento.
Cari Colleghi Amici e Compagni della RSU.
Per prima cosa grazie della disponibilità e di essere venuti qui a Poggio.
Dopo che ci avete lasciati ho molto pensato a tutto quello che ci siamo detti. Così ho pensato a questa possibilità:
Proposta per un nuovo svolgimento dei PAD:
I punti di partenza sono:
1)------Spesa annuale dell’amministrazione per il pagamento dei pad.
L’amministrazione impiegherebbe le medesime risorse, neanche un centesimo di più.
2)------Coloro che non intendessero aderire ai Pad continuerebbero a non essere obbligati, ed a continuare nel normale orario di lavoro.
La proposta prevede non più lo svolgimento di un turno domenicale di lavoro, in una domenica libera, bensì una diversa organizzazione del lavoro.
Nei musei che svolgono un orario su turni di lavoro di sei ore questa proposta non innova alcunché nei giorni da martedì a sabato, mentre nel giorno della domenica prevede lo svolgimento di due turni anziché uno, ma renderebbe il lavoratore assolutamente libero la domenica successiva.
In questo modo è praticamente come se chi aderisce a questo nuovo PAD lavorasse tutte le domeniche dato che due domeniche di due turni in fondo corrispondono a tutte le domeniche con turno singolo.
Al posto del corrispettivo in cifra fissa verrebbe introdotta una nuova indennità che si aggiunge ovviamente a quelle ministeriali, si potrebbe chiamare indennità interna domenicale, ma la denominazione non sarebbe un problema corrisponderebbe a X per ogni turno di lavoro, perciò due X ogni domenica.
Per i luoghi museali che chiamerò ex monumenti, il calcolo dei turni sarebbe lo stesso di quello attuale per le domeniche pomeridiane cioè sei ore pomeridiane equivale ad un turno. In altre parole, come si sa in questi posti la chiusura dipende dall’ora del tramonto, non per puro romanticismo ma per esigenze di luce naturale.
L’ammontare in soldi si calcolerebbe così: si prende il plafond che l’amministrazione impegna ogni anno e si divide per il numero dei Pad pagati, quella è la mercede.
Si può stabilire di ricontrattare tale cifra ogni anno oppure di legarla a qualche indice che tiene conto dell’andamento del costo della vita.
La mia proposta ha il vantaggio di non creare discriminazioni tra i tre musei più considerati dalla burocrazia ministeriale e gli altri, tutti potrebbero così partecipare al PAD.
Sperando di non essere considerato come quel tipo che voleva spianare il passo del Turchino per sconfiggere la nebbia… mi auguro che i miei colleghi del Poggio non chiamino la neuro… comunque il trattamento sanitario deve essere richiesto dall’interessato! Eh Eh.
Giuseppe Salvadore.
Caro Giuseppe
ringrazio per l’interessante spunto, ma non ho ben capito il passaggio che riguarda l’organizzazione del lavoro nei musei a doppio turno di domenica ed è necessaria una ulteriore formulazione della proposta. Ora chi è assegnato al museo a doppio turno deve effettuare le 35 ore settimanali dal martedì alla domenica - apertura dei musei fino alle 19.00 con orario istituzionale - e poiché non è tenuto, come ben sappiamo, ad effettuare più del 50% dei festivi alterna una domenica lavorativa con l'altra di non lavoro, quindi una domenica lavora un solo turno dividendo il personale di un solo turno per tutto il giorno motivo di aperture ridotte di quei musei.
Luciano
Posta un commento